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Documentario gratis sulla storia dell'impero romano in streaming. Roma durante l'età repubblicana, l'età imperiale, la decadenza.
I primi insediamenti e lo sviluppo nell'antica città di Roma
La ricostruzione dell'antica città di Roma, dai primi insediamenti nell'età del ferro, dei greci e degli etruschi, fino alla ricostruzione del Campidoglio con il tempio della triade capitolina, il ponte Sublicio, il mausoleo di Adriano, l'isola Tiberia, il Colosseo, le case private e le botteghe.
La storia dell’impero Romano: Età imperiale (documentario ita)
I primi cento anni dell’impero romano: l’età augustea, da Cesare a Ottaviano, e gli anni dei processi, da Tiberio a Caligola. Milioni di persone parteciparono alla stupefacente ascesa di Roma. Primo fra tutti Ottaviano Augusto. Una personalità contraddittoria, capace di violenza brutale e di tenera compassione. Fu molto popolare ma chi osò tagliargli la strada, Marco Antonio e Cleopatra, Ovidio e la sua stessa figlia Giulia, subì gravi conseguenze. Il documentario tratta la tribolata nascita dell’Impero Romano, narrando le conquiste di Ottaviano Augusto anche attraverso le parole dei grandi poeti e storici del tempo quali Ovidio e Virgilio.
La storia e la tecnologia di Roma antica imperiale- Documentario streaming History Channel
DOCUMENTARIO SULLE CONQUISTE E LE OPERE ARCHITETTONICHE DELL' ANTICA ROMA DURANTE IL GOVERNO DEI PIU' IMPORTANTI IMPERATORI.
L'Impero romano (in latino Imperium Romanum) è lo Stato romano consolidatosi nell'area euro-mediterranea tra il I secolo a.C. e il IV secolo. Le due date che generalmente identificano l'inizio e la fine di un'entità statuale unica sono il 27 a.C., primo anno del principato di Ottaviano, con il conferimento del titolo di Augusto, e il 395, allorquando, alla morte di Teodosio I, l'impero viene suddiviso in una pars occidentalis e in una orientalis. L'Impero romano d'Occidente si fa terminare per convenzione nel 476, anno in cui Odoacre depone l'ultimo imperatore legittimo, Romolo Augusto. La vita dell'Impero romano d'Oriente si protrarrà invece fino al momento della conquista di Costantinopoli da parte degli Ottomani nel 1453.
PARTE 1
PARTE 2
Romolo e Remo, la lotta per il potere, i primi villaggi che formarono Roma inizialmente sul colle Palatino, le strade romane, l'Appia antica
PARTE 3
Acquedotti romani, Claudio
PARTE 4
L'incendio di Roma del 64 d.c.
PARTE 5
La Domus Aurea, Nerone, il Colosseo
PARTE 6
Il Colosseo
PARTE 7
Il foro di Traiano, la colonna Traiana, Apollodoro di Damasco, i mercati di Traiano
PARTE 8
Il Vallo di Adriano, gli accampamenti romani, e molto altro.
PARTE 9
Il Pantheon, Traiano e molto altro
PARTE 10
La caduta dell'impero romano, le terme di Caracalla
LA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO - DOCUMENTARIO STREAMING
Perché crollò l'impero romano, visto che era molto più avanzato, sotto vari aspetti tecnico-scientifici, del feudalesimo? Se guardiamo i conflitti di classe, le insurrezioni schiavistiche e le ribellioni delle colonie di quel periodo, dovremmo dire che l'impero è crollato quando meno c'era da aspettarselo. Dal punto di vista della lotta socio-politica, la resistenza delle classi oppresse (se si escludono gli ebrei e i cristiani) era molto più forte tra il II sec. a.C. e il I sec. d.C. che non nel III e IV sec. d.C. Se dovessimo pensare solo ai motivi endogeni dovremmo dire che l'impero è caduto non quando era più debole, ma quando sembrava più forte (almeno in apparenza). Certo, sotto l'impero era aumentata la corruzione, la decadenza dei costumi, l'immoralità, ma fortissimo era il potere politico, amministrativo e militare. Un impero non può crollare solo perché i costumi sono corrotti. Né ha senso affermare che l'impero è caduto a causa della irriducibile resistenza dei cristiani, i quali tutto erano meno che “rivoluzionari”. Costantino, infatti, ad un certo punto lo comprese perfettamente. Peraltro, va detto che non tutto l'impero crollò, ma solo la parte occidentale (quella più sviluppata), poiché quella orientale, ribattezzata nel nome di Cristo, sopravvisse per altri mille anni. Il che può forse indurci a credere che non tutto l'impero era uguale, cioè che la debolezza (più morale che politico-militare) della parte occidentale era maggiore di quella della parte orientale. Uguali infatti erano l'odioso fiscalismo, la coscrizione militare, le leggi inique... Semmai anzi potremmo dire che le regioni orientali avrebbero avuto un motivo in più per distruggere le fondamenta dell'impero, poiché qui erano senz'altro maggiormente vessate da Roma. Il motivo per cui la parte orientale dell'Impero non solo non sia crollata ma addirittura sia sopravvissuta per altri mille anni, non è mai stato sufficientemente spiegato dagli storici. Probabilmente le popolazioni delle regioni orientali avevano nei confronti delle cosiddette “popolazioni barbariche” un atteggiamento meno ostile, più aperto di quello che avevano le popolazioni delle regioni occidentali, che erano più ricche e quindi meno disposte a dividere le loro ricchezze. L'impero romano è crollato non solo per motivi interni (corruzione morale, fiscalismo, militarismo ecc.), ma anche perché, espandendosi, tolse ingenti beni e proprietà alle popolazioni limitrofe, che ad un certo punto ritennero opportuno ribellarsi. Quando i valori morali di un impero si indeboliscono progressivamente, il rimedio che solitamente si prende è quello dell'autoritarismo istituzionale, che diventa tanto più forte quanto più è debole la coesione sociale sui valori comuni. E' dunque probabile che le popolazioni occidentali, abituate a vivere anche in forza dello sfruttamento di quelle orientali (quest'ultime temute da Roma assai meno, essendo più lontane), non fossero ben disposte a lottare contro i cosiddetti “barbari” per difendere i “valori” della civiltà romana; si lottava contro il nemico (e solo i mercenari, peraltro, lo facevano) più che altro per difendere un certo livello di benessere. Viceversa, le popolazioni orientali da tempo dovevano aver capito che il modo migliore per difendere i veri valori della vita non era quello di stare dalla parte di Roma, che, in cambio della difesa contro i nemici, non offriva che ulteriori vessazioni e soprusi, ma era quello di mettersi direttamente dalla parte degli invasori. Quando un invasore vede che il nemico si arrende senza combattere, non ha motivo di infierire. E' stato forse questo che ha permesso una facile integrazione fra culture, etnie e religioni così diverse. In occidente invece la resistenza all'integrazione culturale e sociale è sempre stata fortissima. Ciò non poteva che esasperare gli animi di quelle popolazioni che, costrette da secoli a vivere in condizioni precarie, premevano ai confini dell'impero. Roma dunque è caduta non solo per motivi endogeni, dovuta alla grande corruzione che la caratterizzava, ma anche per motivi esogeni, dovuti all'incapacità di gestire democraticamente i rapporti con le popolazioni confinanti. Quando queste popolazioni entrarono nell'impero distrussero praticamente tutto, anche quello che avrebbero potuto utilizzare per migliorare i loro standard vitali. Ciò sta a significare che l'odio accumulato nel corso dei secoli nei confronti della potenza romana, specie di quella dell'area occidentale, aveva raggiunto livelli altissimi. Giustiniano La Renovatio imperii di Giustiniano fallì nell'Europa occidentale perché egli costatò che concedendo ampi poteri politico-economici alla chiesa romana, questa, invece che sostenere il suo progetto, faceva di tutto per ostacolarlo. Quanto più la chiesa romana riceveva poteri da Bisanzio, tanto più se ne serviva in funzione anti-imperiale e anti-ortodossa. L'ingenuo ottimismo del monofisita basileus s'incontrò con la disponibilità cattolico-romana al monofisismo, ma non tenne conto che tale chiesa, per affermare il proprio potere politico, aveva necessità di staccarsi dalla rivale chiesa ortodossa.
LA VERA STORIA DEI GLADIATORI - Documentario in streaming
Doc ita National Geographic
Da condannati a morte a eroi dell’arena. I gladiatori erano schiavi, prigionieri di guerra, i dannati dell’antica società romana. Ma alcuni di loro diventarono vere e proprie star: famosi per la loro forza, erano considerati invincibili sia nei combattimenti contro le belve che in quelli contro altri gladiatori. Erano l’attrazione principale degli spettacoli, cui accorreva in massa il popolo romano per placare la propria sete di sangue. Ad applaudirli e a trepidare sugli spalti c’erano donne, senatori e persino l’imperatore. In questo dvd vengono presentate le vicende a volte gloriose, ma più spesso drammatiche, dei veri gladiatori...
La vita nel foro romano - Documentario gratis in streaming Ulisse il piacere della scoperta di Alberto Angela - RAI
Il Foro Romano (Forum Romanum, sebbene i Romani si riferissero ad esso più spesso come Forum Magnum o semplicemente Forum) era situato nella valle compresa tra il Palatino ed il Campidoglio e costituì il centro commerciale, religioso e politico della città di Roma. La valle del Foro, paludosa e inospitale, venne utilizzata tra X e VII secolo a.C. come necropoli dei primi villaggi stanziati sulle colline circostanti. Secondo lo storico Tacito la piana del Foro come pure il vicino colle del Campidoglio furono aggiunti alla Roma quadrata (Palatino) di Romolo da Tito Tazio. Solamente verso il 600 a.C., ad opera del re etrusco Tarquinio Prisco, venne drenata con la costruzione della Cloaca Massima e ricevette una pavimentazione in tufo; la piazza di forma rettangolare nacque come luogo di mercato oltre che per lo svolgimento della vita politica e giudiziaria, in un punto centrale della città verso cui convergevano molte importanti strade, la più importante delle quali era la Via Sacra, che correva dalle pendici del Campidoglio fino all'Arco di Tito.
L'IMPERO DI CARTAGINE, LA RIVALE DI ROMA
DOC ITA ATLANTIDE
Cartagine (dal fenicio Kart-Hadshå, "Città Nuova"; scritto in punico senza vocali: Qrtḥdšt) era una città del Nordafrica, situata nel lato esterno del Lago di Tunisi, attraverso il centro della moderna Tunisi, capitale della Tunisia. Cartagine rimane ancor oggi una popolare attrazione turistica che nel 1979 è stata inserita dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità. Secondo lo storico greco Timeo, la fondazione di Cartagine risalirebbe all'814 a.C., mentre per Giuseppe Flavio la data di fondazione sarebbe l'826 a.C. Cartagine venne fondata da coloni fenici provenienti dalla città di Tiro che portarono con loro il dio della città Melqart. Secondo la leggenda mitologica a capo dei coloni (o forse profughi politici) era Didone (conosciuta anche come Elissa). Numerosi sono i miti relativi alla fondazione che sono sopravvissuti attraverso le letterature greca e latina; uno di questi narra che il fratello di Elissa, Pigmalione di Tiro, capo dell'omonima città, fece uccidere il marito della sorella, per carpirne le ricchezze. Elissa, quindi, lasciò la città e dopo lunghe peregrinazioni, approdò sulle coste libiche dove fondò Cartagine.
I primi anni di Cartagine, posta sul Mar Mediterraneo, sono definiti da una lunga serie di rivalità fra le famiglie proprietarie terriere e le famiglie dei commercianti e marinai. In genere, a causa dell'importanza dei commerci per la città, la fazione "marittima" controllava il governo e, durante il VI secolo a.C., Cartagine cominciò ad acquisire il dominio dell'area del Mediterraneo Occidentale. Mercanti ed esploratori costruirono una vasta rete di commerci che portarono una grande prosperità e un largo potere alla città-stato. Si tramanda che già all'inizio del VI secolo a.C. Annone il navigatore si sia spinto lungo la costa dell'Africa fino alla Sierra Leone; contemporaneamente sotto la guida di Malco, la città iniziò la conquista sistematica delle regioni costiere dell'Africa e del suo interno.
All'inizio del [V secolo a.C.], Cartagine era il più importante centro commerciale della regione, una posizione che avrebbe mantenuto fino alla sua caduta per mano romana. La città-stato aveva conquistato i territori delle antiche colonie fenicie (Adrumeto, Utica, Kerkouane...) e le tribù libiche, allargando la sua dominazione su tutta la costa dell'Africa dall'odierno Marocco ai confini dell'Egitto. La sua influenza si allargava inoltre nel Mar Mediterraneo con il controllo dell' isola Sardegna, Malta, le isole Baleari e la parte occidentale della Sicilia. Erano state stabilite colonie anche in Spagna. In tutto il Mediterraneo occidentale resistevano all'imperialismo commerciale cartaginese solo Marsiglia (colonia greca focese), le colonie greche della costa italiana e i commercianti etruschi che a malapena mantenevano il controllo delle coste italiane del Mar Tirreno e lottavano per la Corsica.
LISTA DEI 7 RE DI ROMA ANTICA
I Sette Re di Roma La leggenda vuole che ci siano stati sette re a Roma prima dell’avvento della Repubblica, ma questo fatto è stato contestato e quindi smentito poiché sette re per 250 anni furono pochi (753- 509 a.C.), pertanto si ritiene che il numero fosse simbolico in quanto il sette era sacro ai Romani: bisogna ricordare tuttavia che a un re bellicoso si susseguiva un re pacifico. 1. Romolo fu il primo re oltre che fondatore della città: si alleò con i Sabini, fece numerose guerre ma istituì un organo importantissimo che è il Senato; 2. Numa Pompilio, di origine sabina, fu il successore di Romolo introdusse collegi sacerdotali e cerimonie religiose scandite dal calendario “numano”. 3. Tullo Ostilio, conquistò invece Alba Longa 4. Anco Marzio estese il dominio lungo il Tevere fondando la città di Ostia per assicurare a Roma uno sbocco portuale e costruendo il ponte Sublicio. Poi vennero i re di origine etrusca: 5. Lucio Tarquinio Prisco fu il fondatore della dinastia reale etrusca e promosse lo sviluppo economico e urbanistico con importanti lavori idraulici; 5. Servio Tullio realizzò la prima cinta di mura della città con una riorganizzazione politica molto buona, questo dimostra quanto i sei re di Roma citati esercitarono bene il proprio potere. 6. Tarquinio il Superbo, salì al potere senza essere eletto ma eliminando gli avversari; 7. Sesto Tarquinio, figlio di Tarquinio il Superbo, violentò la nobile Lucrezia moglie di Lucio Tarquinio Collatino che, assieme a Lucio Giunio Bruto scacciò Tarquinio il Superbo con un colpo di stato ponendo dunque fine alla monarchia. Si passa così da una magistratura unica e vitalizia, ad una magistratura collegiale ed elettiva costituita da due magistrati supremi detti “consoli” che venivano eletti annualmente dall’assemblea dei cittadini.
LISTA IMPERATORI DI ROMA ANTICA
Giulio Cesare 60 a.C.-44 a.C. Augusto 27 a.C.-14 d.C Tiberio 14-37 Caligola 37-41 Claudio 41-54 Nerone 54-68 Galba 68-69 Otone 69 Vitellio 69 Vespasiano 69-79 Tito 79-81 Domiziano 81-96 Nerva 96-98 Traiano 98-117 Adriano 117-138 Antonino Pio 138-161 Marco Aurelio 161-180 Lucio Vero 161-169 Commodo 180-192 Elvio Pertinace 193 Didio Giuliano 193 Pescennio Nigro 193-194 Clodio Albino 193-197 Settimio Severo 193-211 Caracalla 198-217 Geta 209-212 Macrino e Diadumeniano 217-218 Eliogabalo 218-222 Alessandro Severo 222-235 Massimino Trace 235-238 Gordiano I 238 Gordiano II 238 Pupieno 238 Balbino 238 Gordiano III 238-244 Filippo l'Arabo 244-249 Decio 249-251 Ostilliano 251 Treboniano Gallo 251-253 Emilio Emiliano 253 Valeriano (Or.) e Gallieno (Occ.) 253-260 Gallieno (da solo) 260-268 Claudio II il Gotico 268-270 Quintillo 270 Aureliano 270-275 Claudio Tacito 275-276 Floriano 276 Probo 276-282 Caro 282-283 Numeriano 283-284 Carino 283-285 Postumo 260-268 Leliano 268 Marco Aurelio Mario 268 Vittorino 268-270 Tetrico 270-274 Diocleziano 284-305 Massimiano 286-305 Costanzo I Cloro 305-306 Galerio 305-311 Flavio Severo 306-307 Massenzio 306-312 Massimino Daia 308-313 Licinio 308-324 Costantino il Grande 306-337 Costantino II 337-340 Costante 337-350 Costanzo II 337-361 Magenzio 350-353 Giuliano l'Apostata 361-363 Gioviano 363-364 Valentiniano I 364-375 Valente 364-378 Graziano 367-383 Valentiniano II 375-392 Teodosio 379-395 Onorio 395-423 Giovanni 423-425 Valentiniano III 425-455 Petronio Massimo 455 Avito 455-456 Maggioriano 457-461 Libio Severo 461-465 Antemio 467-472 Olibrio 472 Glicerio 473-474 Giulio Nepote 474-475 Romolo Augustolo 475-476